Presentazione

Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.

Circolo Letterario Nomade

Radici

di Flavia L.

Ciò che chiamiamo radice è l’inizio di una vita che si insinua prepotentemente nel mondo. Nasce come immacolata concezione fra centimetri di duro cemento, con una forza tutta in nuce, tutta timida e ritrosa, che a ben conoscerla però, ha pari intensità di quella prima atomica esplosione che diede origine e forma al cosmo. Nell’asfalto corroso dal tempo, freddo e muto, sceglie di insinuarsi, come tarlo nel legno, dando vita ad un tenero ciuffo d’erbetta, ed il piede del frettoloso polita , da tempo estraneo ad ogni forma di comunione con la natura, si stupirà nel trovarselo lì, e penserà che da quel nulla, da dove pur esso è nato, tutto proviene.

Radice è quel pensiero che come un miracolo, come brezza che asciuga il viso gocciolante di sudore, giunse ad allietare la mente del grande musicista, stanco di sentirsi così grande e affaticato da ore di studio; quando piantò bandiera nel fertile humus del suo cervello, e diramò le sue radici, quel pensiero gli fece comporre una melodia di insuperabile bellezza, che ancora oggi, quando ne sentiamo l’esigenza, sa riappacificarci col mondo. Pensava, ormai, di odiare il suo strumento, di essere giunto al termine di tutto, ma proprio allora giunse quel pensiero, e pose radici in ogni angolo del suo corpo – nei piedi lessi e gonfi, negli occhi stanchi, nelle ginocchia doloranti e nelle orecchie tristi- ed egli si sentì come un purosangue liberato dalle briglie, lanciatosi verso l’orizzonte. Quel pensiero fu per lui come profeta, e grazie ad esso capii che era nato per fare ciò che stava facendo, e che era stato un miscredente qualsiasi a dubitarne.

Ogni cosa intorno a noi è radice. Seduta sui gradoni della Fontana Maggiore, contemplo il mastodontico Palazzo dei Priori e ammiro il selvaggio grifone perugino, che calpesta con baldanza le catene sottratte a Siena; accanto a lui, il leone, simbolo del partito guelfo, mi punta come se da un momento all’altro dovesse ruggirmi il mio destino: insieme i due animali dagli artigli letali sono le radici di questa città, ma sono anche le mie radici, e quelle che ogni altro viaggiatore cerca in questa grande ed accogliente piazza, culla di storia e civiltà.

Radice è il passato scolpito su marmo, su pergamena, carta, o campo di battaglia. E’ ogni cosa che trova spazio per crescere e svilupparsi, come un talento, o un sogno; ma è anche ciò che ci tiene attaccati ai remi dei nostri piccoli navigli, tremanti e timorosi di sfidare il mare aperto.

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