di Maria Rita D. B.
Caro,
caro si,caro come il più dolce dei ricordi che luminoso ed oramai etereo siede nel cuore ed agita il pensiero.
Riesco ancora a toccarti.
Riesco a trovarti.
Sei nei giorni ripetuti della settimana e nei mesi dell’anno proprio come quando ho imparato a distinguerli,a contarli, sei nel pugno grande che abbracciava il mio mentre stringevo una matita e con il tratto indeciso costruivo case,alberi,e lettere sparse,a guidare il mio polso nel disegnare riccioli barocchi sulle C e sulle D in una grafìa prudente,dimessa.
Ancora dritto in un impermeabile e serio, nel cortile di una scuola elementare.
Tu verso un polo, io verso l’altro. Tu, in fila per la riconsegna delle chiavi, io con il palmo appena aperto per riceverle in prestito.
C’è un nodo da marinaio lì nel cerchio della vita, almeno della mia. O forse ce n’è più d’uno.
In quell’intoppo corroso e logoro ti trovo quando mi cerco,ti trovo insieme all’eternità,ma poi ti piango,quando corrotta e materialista,mi perdo nella credenza di essere più forte della mano dell’universo,quando m’illudo che il cosmo sia sottomettibile ai miei capricci da infante.
Mi interrogo,con preventiva nostalgia,sull’esistenza di un luogo,di uno spazio dell’anima che potranno ancora,ed ancora una volta tramite il caso,tramite un’assegnazione involontaria e del tutto non richiesta ai quali potermi sentire aderente senza ragione,radicata visceralmente anche senza volontà,e senza lotta né impegno per mantenerne l’ equilibrio.
Ma la retorica mi viene in soccorso priva d’intelligenza e mi suggerisce svilente che l’immutabilità di ciò che per eccellenza non lo è, non ci è permesso richiederla,ma l’anima,quella,cammina e perdura immortale per ogni via.
Presentazione
Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.
Buona lettura.

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