di Tommaso B.
Erano già diversi minuti che la sua voce squillava flebile e timida nell’aula.
La stanchezza aveva conquistato ormai anche gli studenti più strenui.
Ognuno guardava l’orologio o accendeva il cellulare vedendo andare via il tempo inesorabilmente,ma lentamente.
In quel frangente si cercava di rimanere vivi nei modi più disparati.
La luce era poca nell’aula e il sonno accumulato riprendeva le membra di quelli che avevano passato nottate bianchi,seppur pochi.
In una posizione più nascosta proprio dietro il proiettore,due amici,un ragazzo e una ragazza accucciati iniziavano a parlare.
Discutevano del vuoto che li circondava.
Lei era affascinata,lui annoiato e anche un po’ schifato.
Arrivare al fondo del vuoto era il suo obiettivo,lui invece,aveva altro per la testa.
Gli balenavano in testa canzoni disparate da Youngstown a Rearview Mirror.
Parlavano ma lui in realtà non era lì.
Risposte brevi e nemmeno attinenti.
Che fai a pranzo?
Eh... ah,verso le 11:00
A volte si parla tanto ma non si dice nulla.
E invece,proprio quando la prof aveva finito e passava la parola per la lettura dell’elenco dei poveri malcapitati,la notò.
Stava lì,ad una fila davanti,coperta da un cespuglio di capelli neri.
Il ragazzo annoiato fa cenno alla sua amica di tapparsi la bocca,perché era concentrato ormai in altro.
Ora avrebbe voluto alzarsi e andarsi a sedere lì vicino a lei.
Nessuna scusa aveva,e chi avrebbe mai detto che sarebbero stati spazzati via dalla pioggia.
Ora invece il caldo faceva di nuovo sudare…
Proprio mentre era intento in questi scervellamenti l’assistente della piccola profia chiama il suo nome,ma lui non si accorge e deve alzarsi di corsa.
Si alza non per fare quello che pensava ma per far segnare la sua presenza.
Gli viene detto che si doveva svegliare prima,che era troppo tardi. Il veleno!
Dover stare lì a parlare di stronzate e non poter veramente scandire i suoni che si vorrebbero.
E così iniziava la giornata,non si vuole all’inizio parlare,poi si ha l’input giusto e poi si è costretti in parole vuote.
Presentazione
Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.
Buona lettura.

1 commento:
a te che fuggi da ogni licenziosità barocca e ti inoltri comodamente per le vie dell'ironia,non credere sia questa,impresa meno ardua da concludere.
bravo pizzicotto
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