di Tommaso B.
Quando penso ad un oggetto è inevitabile che mi soffermi su due cose: estetica e funzionalità.
I bottoni rientrano in quella categoria non altrimenti specificabile, ma dal mio punto di vista essi battono di misura il loro diretto avversario, nonché acerrimo nemico: la cintura lampo.
Vincono in estetica perché conferiscono ai nostri capi di vestiario, estremamente lineari, una certa rotondità.
La cerniera lampo è invece ancor più dritta, come una strada nel deserto, come la bocca di un caimano.
Invece quando vedo spezzare la linearità da questi oggettini circolari, la fantasia corre veloce.
Sulla rotondità di questi puoi passare a piani più ludici, come i palloni.
Quando sei interrogato da un professore tiranno, il classico “scassa palle” è bene concentrarsi su un qualsiasi bottone che indossa.
La camicia ne è piena, bisogna scegliere, fare una “zoomata” e poi corri via col pensiero, vedendoti magari su una spiaggia con un freesby, o a giocare a racchettoni.
Se il prof invece nasconde gli unici oggetti necessari alla tua salvezza mentale-fisico-psichica, vai in basso con lo sguardo, proprio lì, verso i pantaloni.
Trovando lì i bottoni puoi iniziare lo stesso gioco, ma se l’infame è proprio infame e ti priva anche di questa piccola grande magia, allora il trucco è utilizzare spietatamente anche il grande antagonista dei bottoni: la cerniera lampo.
Il nome si presta a giochi perfidi e diabolici, ha in sé il fascino del male, cosa che, i poveri e simpatici bottoni non riusciranno mai a raggiungere.
Immagina dunque l’infame professore alle prese con la propria cerniera lampo che in un momento di distrazione si è chiuso sul pisello dopo una tranquilla pisciata. Il dolore lo si sentirebbe anche da morti.
Così l’infame nei vostri pensieri sarebbe punito velocemente, con il gesto della cerniera lampo che non a caso si chiama così.
Eh! I bottoni non potrebbero mai essere così.
Richiedono un rapporto più intenso, più lungo.
Non ne puoi scordare nemmeno uno,altrimenti, non si sa ancora perché, fai una figura di merda.
Oppure se sbagli ad inserirli nella propria fessura!
Ecco, i bottoni ci piacciono perché pretendono rispetto, ed avendolo, lo conferiranno anche a te.
Presentazione
Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.
Buona lettura.

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