Presentazione

Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.

Circolo Letterario Nomade

Di colpo tutto si ferma

di Flavia L.

Di colpo tutto si ferma, la dimensione del tempo cambia.
Da convulsa la vita si fa lenta.
E’ una grazia.
Questa è la prima volta che ti parlo da quando ho appreso della tua esistenza. Osservo alcuni tratti del mio volto che si riflettono nel vetro, nient’altro che tremule ombre spente; mi cerco in questa immagine confusa, sperando di cogliere qualcosa che finalmente mi sciolga da ogni dubbio e che mi dia coraggio. Non c’è più tempo ormai: nessun calcolo da fare, nessuna illusione da conservare, nessuna scusa; niente più corse, salite e scalate; niente più giochi al massacro. Nessuna amara vittoria che sia già scaduta, nessuna precaria soddisfazione, nessuno sguardo di approvazione da dover memorizzare. Il tempo delle scommesse si è concluso e mi appare ora infinitamente lontano, insopportabile a ripensarlo e ripercorrerlo con la mente. Non posso distogliere lo sguardo da questo vetro, non devo più avere paura.

Questa è la prima volta che ti ringrazio per avermi messo in salvo e liberato dalla schiavitù di un mondo senza luce. Grazie per aver arrestato la mia corsa con l’urto della tua possenza, con l’imperio che solo uno spirito infinito può esercitare, e per avermi inondato di luce pura, tanto da restarne abbagliata. Forse non sopportavi più di assistere a questa schiumosa, selvaggia corsa senza tempo, che affanna e umilia; forse hai provato pietà per me e sei venuta a farmi conoscere la pace dello spirito. Mentre cerco di gettarmi nell’abisso dei miei occhi, mi sento accarezzare ritmicamente da un’onda di calma, calda e silenziosa, come se mi fossi seduta con te sulla riva di un ruscello scaldato dal sole e ti sentissi sussurrare nelle mie orecchie parole che evocano il mondo da cui provieni, il Dio che ti ha generato e che ti affida ora a me.
E’ dolce il riposo: non mi sentivo così da quando mio padre mi prendeva in braccio da bambina ed io scaricavo addosso a lui -le piccole braccia appese al suo collo- tutto il peso del mio amore e i vezzi che solo una bambina può concedersi. Così ricordo il riposo, come un momento di totale abbandono: gonfia e stordita dal sonno mi sentivo protetta; le mie gambe penzolavano nel vuoto.
Così torno a sentirmi oggi, protetta dal miracolo che porto dentro di me, dall’energia e dalla forza che sprigioni. C’è tempo ora di curare le mie ferite e riprendere fiato. Ora non sono più sola e non ho più paura.
Non devo più rapire la vita: solo camminare al tuo fianco.

Nessun commento: