di Niccolò M.
La rapidità, nel senso di scatto e movimento repentino, è l’irripetibile acuto sito nell’albeggiare di ogni cosa. Così, se hai dalla tua lucidità e propriocezione, sei in grado di sostenere l’immaginazione dei passi irrequieti e circolari di Churchill nella sua sala di orchestrazione come labili petali di giglio, o annichilenti scalfiture di martello sul tuo pannello toracico. Al contrario, a un uomo debole di cuore converrebbe pensare al D-Day come a una danza di fuochi artificiali e metallo rilucente dallo svolgimento preredatto. Cosa che in parte fu. Ma è costui un ostinato Seneca meditatore posto di fronte a uno spettacolo di magia reso ancor più avvincente dall’imperizia degli apprendisti. Del drappo della virtualità ci si ammantano i credenti, o gli ebefrenici; ma riposa insostenibile sulle spalle di qualsiasi uomo i cui ideali siano a tal punto avvezzi a fare i conti con l’impietosità storica da poggiarvi le proprie fondamenta logico-esistentive. Quel che si osserva rarefatta è la parte sottostante, il sostrato da cui irradia l’Imponderabile. Come la rivolta più efficace nasce dallo strato più abietto della civiltà, così l’Imponderabile rivela tutta la sua portata determinante quando parte dal basso di quello che è: l’Inaspettato. Ma sostrato, per la coscienza percettiva che tutto livella a sé, equivale a sovrastruttura. Se il sostrato schiera ad avanguardia l’Inaspettato, la sovrastruttura pone l’Intangibile tra le fila dei suoi fanti. Poiché, se la rapidità si potesse districare al tocco, non prenderebbe forma che in pachidermiche, pesanti evocazioni. Se si potesse quantificare, potresti calcolarne con precisione svizzera cadenza e dilazione. Dall’ente più infinitesimale al fenomeno abbacinante, tutto può scoprirsi, pertanto, origine di se’. Ogni momento è l’eventualità di un acuto, un urlo stridulo di fulmineità, che sappia di rena di fiume o odori della rugiada delle prime luci. Ogni ripetitivo giro di lume del faro, scorto da una barca malsicura e afflitta dalla burrasca, un’intuizione.
Presentazione
Incontri di anime che, indossando l'abito pret-a-porter dello schermidore letterario e incrociando le lame con dei leitmotiv prescelti, dispongono su un tavolo comune esperienze, spunti e traguardi, sotto l'egida del disimpegno. I susseguenti dibattiti, intuitivi e fugaci, non li riportiamo per mancanza di tempo e anche, invero, per quel rispetto sacro che si deve all'autore: caro navigatore anonimo, puoi dunque cogliere l'occasione per esplorare testi e tematiche in tutta verginità riflessiva e quiete. E, se le considerazioni altrui a un certo punto attizzassero in te, vivo, ma educato e controllato, il fuoco della partecipazione critica, rilassati: nessuno ti negherà il diritto a un'espressione liberamente civile su queste stesse pagine binarie.
Buona lettura.
Buona lettura.

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